ReMiSe: al via la seconda fase del progetto per la riqualificazione ambientale dei reliquati autostradali

Prosegue il nostro impegno per valorizzare il patrimonio naturale lungo la nostra rete infrastrutturale. Con il progetto ReMiSe, sviluppato insieme a Fondazione Lombardia per l'Ambiente, puntiamo a trasformare le aree marginali lungo la nostra rete autostradale in nuovi spazi a elevato valore ecologico, contribuendo alla tutela della biodiversità e alla riqualificazione del territorio. 

Avviato nel 2024, il progetto ha previsto uno studio tecnico-scientifico su otto aree distribuite lungo l'Autostrada A7 e le tangenziali milanesi. Attraverso sopralluoghi, analisi cartografiche, rilievi naturalistici e attività di monitoraggio è stato possibile ricostruire le caratteristiche ambientali dei siti, individuandone criticità, potenzialità e le azioni più efficaci per favorire il ripristino degli habitat. 

Lo studio ha portato all'individuazione di due aree prioritarie, nei comuni di Zerbolò e Casei Gerola e nel comune di Gropello Cairoli, dove prenderà il via la seconda fase del progetto. Qui saranno realizzati interventi di riqualificazione naturalistica su oltre 90.000 metri quadrati, con l'obiettivo di migliorare la qualità degli habitat, favorire la presenza di specie animali e vegetali e incrementare la resilienza degli ecosistemi lungo il corridoio infrastrutturale.  

Nel corso delle attività sono state censite 135 specie faunistiche, tra cui 21 specie ad alto valore conservazionistico, comprese 13 specie vulnerabili e 2 specie in pericolo. Un patrimonio naturale che conferma il ruolo strategico di queste aree e l'importanza di interventi mirati per conservarne e rafforzarne la biodiversità. 
 

L'iniziativa si inserisce nel percorso che stiamo portando avanti per integrare la sostenibilità nella gestione delle infrastrutture, promuovendo interventi capaci di generare benefici concreti per l'ambiente e per i territori che attraversiamo. 

In un contesto in cui, secondo i dati ISPRA, solo il 7,6% degli habitat tutelati in Italia si trova in uno stato di conservazione favorevole, progetti come ReMiSe dimostrano come anche le infrastrutture possano contribuire attivamente alla tutela della biodiversità e agli obiettivi della Nature Restoration Law e della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030. 

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